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Giulio GrecoBIOGRAFIA
Nato nel 1949 a Caselle in Pittari (Salerno), risiede e lavora a Fucecchio. Si diploma all'Istituto d'Arte di Salerno e alla fine degli anni Sessanta, studia all'Accademia delle Belle Arti di Firenze seguendo i corsi di Afro Basaldella e di Vinicio Berti. Iniziano così le sue prime ricerche artistiche fra l'Informale e l'Astrattismo fiorentino. Dal 1970 al 1974 collabora attivamente con il Gruppo Sperimentale di Ricerca Estetica La Piramide di Firenze dove incontra Carmelo Genovese. Da allora ha inizio il suo interesse per la ricerca antropologica e mitica della sua terra d'origine, il Cilento. Dal 1983 al 1988 si trasferisce nel Cilento dove si dedica alla sperimentazione di nuove tecniche pittoriche e di materiali "poveri" quali la juta, il cuoio, il legno e la pietra. Questi anni, densi di espressività e di ricerche materiche, influenzeranno in maniera decisiva la sua attività. L'origine del suo lavoro risiede nella terra pietrosa e riarsa del Cilento arcano. Una terra segreta, carica di simboli sacri, profani, di talismani e di amuleti. Una terra che viene scavata, indagata, disseppellita fino a diventare mito. Giulio Greco affianca alla sua attività di pittore e di scultore anche quella di scenografo e di materializzatore scenico per il teatro. Nel 1992 realizza le scenografie di "Assassino, speranza delle donne" di Oskar Kokoschka, presentato al Festival dei Teatri di Santarcangelo di Romagna con la regia di Andrea Mancini. Ancora per Andrea Mancini realizza le scene per "Chiara, Ortolana e Agnese" (1994) e per "L'Icona" al Teatro Verdi di Pisa (1996). Nel 1996 lavora alle materializzazioni sceniche per "Le trésor de la nuit", uno spettacolo presentato a La Cité de la musique di Parigi con la regia di Claudio Cinelli e per "Testoriana", tre spettacoli tratti da tre opere di Giovanni Testori (Factum Est, Interrogatorio a Maria, Il fabbricone) con la regia di Andrea Mancini. Nel 2001 realizza le scenografie per "Gli uomini della Contessa" di Riccardo Cardellicchio, con la regia di Andrea Mancini, presentato al Teatro della Pergola di Firenze. Hanno scritto di lui Franco Campoli, Riccardo Cardellicchio, Dino Carlesi, Gianni Cavazzini, Alberto Gavazzeni, Emanuele Greco, Flaminio Gualdoni, Gilberto Madioni, Andrea Mancini, Ilaria Mariotti, Nicola Micieli, Maria Rita Montagnani, Tommaso Paloscia, Mauro Ricci, Lucio Scardino, Antonella Serafini, Ingo Stermann, Giovanni Testori.

 
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